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14.06.2013 -
Annegamento silenzioso - Intervista con i professori pediatri Johannes Mayr e Jürg Hammer
Dori (M.Bortolazzo)

Dopo aver lanciato l'anno scorso con grande successo il filmato «Annegamento silenzioso», il progetto SSS «Acqua, amica mia» propone nuovamente il tema ai media e al pubblico. «Ci rallegriamo del fatto che i due professori di medicina pediatrica Johannes Mayr e Jürg Hammer dell'ospedale universitario pediatrico di Basilea si mettono a disposizione per un'intervista a sostegno della nostra campagna», afferma la responsabile del progetto Anita Moser, la quale in collaborazione con Christoph Soltmannowski conduce l'intervista.

L'intervista con i due specialisti è messa a disposizione dei media per la libera pubblicazione e divulgazione. L'intera intervista è disponibile su www.acqua-amica-mia.ch . Qui di seguito un breve estratto:

Prof. Dr. med. Johannes Mayr (a sinistra): medico senior Chirurgia pediatrica, Prof. Dr. med Jürg Hammer: medico senior Pneumologia/medicina intensiva del “Universitäts-Kinderspital beider Basel”.

Per quale motivo i bambini da 1-4 anni in pericolo di annegamento non si mettono a gridare e gesticolare?
Prof. Mayr: Al momento che dell'acqua entra in gola e laringe, essa si chiude di riflesso per evitare l'afflusso di acqua nei polmoni. Per questo motivo il bambino non è in grado né di respirare né di gridare.

È possibile che anche bambini più grandi anneghino in modo silenzioso?
Prof. Mayr: I bambini più grandi attirano l'attenzione piuttosto scalciando e gesticolando; nel caso ideale sanno già nuotare. Malgrado questo, succede che dallo spavento s'immobilizzano quando gli si chiude la gola e che in seguito affondano come una pietra.  

Qual è il migliore modo per evitare incidenti d'annegamento?
Prof. Hammer:  Ai bambini non si può dire: «Fatevi notare». Ma si può evitare la loro caduta in acqua, non lasciandoli mai incustoditi e recintando le piscine. A Hollywood, dove praticavo per 4 anni a partire dal 1991, inizialmente ci sono stati degli incidenti d'annegamento giornalmente. Poi, nel 1992 la legge sulla recinzione delle piscine è entrata in vigore. Da allora ogni proprietario di piscina che mancava alla prescrizione, in caso di un incidente, doveva aspettarsi una denuncia per omicidio colposo. Questo ha portato a una notevole diminuzione degli incidenti d'annegamento nei bambini. Anche in Svizzera sarebbe necessaria una legge di questo tipo poiché tanti incidenti che potrebbero essere evitati accadono in piscine.

Quanto tempo ci vuole affinché un bambino anneghi?
Prof. Mayr: Partiamo dal presupposto dai tre ai cinque minuti. È un problema di soffocamento. Perciò: Quando un bambino va disperso e in giardino c'è una piscina o un biotopo, bisogna per prima cosa controllare in questi posti, altrimenti passa troppo tempo.

Quali danni possono subentrare?
Prof. Hammer: Per principio possono essere coinvolti due organi, il cervello e i polmoni. Patologie polmonari sono il risultato di forti movimenti respiratori contro la glottide socchiusa. Se il bambino viene salvato per tempo dall'acqua, a causa di questi movimenti toracici massicci, si può formare un cosiddetto edema polmonare. Dal lato neurologico in questi bambini solitamente non si osserva alcun deficit. Quindi, se il bambino mantiene un battito cardiaco, la prognosi è buona. Nel caso di una rianimazione cardiopolmonare, la situazione peggiora. In questi casi frequentemente il danno cerebrale è il fattore peggiore e ne risultano spesso difficili casi con bisogno di assistenza infermieristica continua.

Indagate anche sulle dinamiche degli incidenti?
Prof. Hammer: Costatiamo che quasi tutti i casi avvengono a causa di scarsa supervisione.

Quali sono le misure di prevenzione più importanti?
Prof. Mayr: La misura più importante è la divulgazione del sapere che l'annegamento in primo luogo avviene silenziosamente – e che per questo motivo, al momento che manca un bambino, per prima cosa e velocemente bisogna cercare vicino all'acqua. È altrettanto importante che i bambini imparino presto a nuotare bene. È sempre più importante la recinzione di piscine e biotopi poiché a causa della mutazione climatica sempre più persone costruiscono piscine e biotopi.

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